Arriva Anomo, il social network per persone timide e introverse

Arriva Anomo, il social network per persone timide e introverse

Un social network anonimo che sposta i riflettori dall’immagine a ciò che si scrive e condivide: questo è Anomo, il “Facebook” per persone timide e introverse.

Anomo

Nato nel Febbraio del 2013 per il dating online localizzato, oggi i fondatori hanno orizzonti più ampi e lo promuovono come un luogo virtuale dove fare amicizia protetti da un avatar. Nonostante i numeri siano al momento contenuti (40,000 downloads, 4,500 utenti attivi al giorno), Anomo vanta una crescita mensile del 500%. In più, a differenza degli facebokkiani che controllano il profilo con una media di 14 volte al giorno, gli utenti di Anomo accedono 18 volte al giorno.

I frequentatori di Anomo hanno un’età compresa tra i 15 e i 20 anni e, dato che si può scegliere di ‘accertare’ tramite il profilo Facebook, si tratta di quella fascia d’età che sta gradualmente abbandonando il social di Zuckerberg: i teenager. Questo perché, oltre a differenziarsi da Facebook nell’obiettivo di fondo – cioè ritrovare o confermare amicizie reali (come per lo più accade sul social più famoso del mondo) -, su Anomo ci si va principalmente per conoscere persone nuove.

“L’innovazione qui – precisa James Sun, il co-fondatore di Anomo – non è l’anonimato. È il fatto che si indossa una maschera”. Infatti, Anomo mira ad attirare gli adolescenti che anziché foto della nottata fuori con gli amici preferiscono pubblicare foto di oggetti, personaggi, tatuaggi o magari l’ultima canzone preferita.

Registrarsi è semplice: si sceglie un avatar e si indicano età e sesso. Dopo essersi iscritti, si viene immessi in un “gruppo misto di prova” con altre 3 o 4 persone di entrambi i sessi e si risponde a delle domande molto semplici per rompere il ghiaccio. Anomo studia le interazioni e alla prossima connessione propone utenti che hanno risposto in maniera simile. Il team ha addirittura ingaggiato un gruppo di psicologi che ha studiato come dalle 2 milioni di risposte analizzate almeno l’85% degli utenti emergono come “introversi”.

Secondo i creatori, che hanno appena ricevuto fondi per un milione di dollari da investire sul social, non c’è il rischio che l’anonimato possa portare gli utenti a comportamenti aggressivi o “poco idonei”, come qualcuno potrebbe invece pensare visto l’utilizzo delle maschere. E lo dimostra il fatto che, finora, su 4 milioni di post, sono state registrate solo 4 lamentele.

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