Antonio Razzi show: “Silvio Berlusconi? Lui dice quello che devo fare e lo faccio”

Antonio Razzi show: “Silvio Berlusconi? Lui dice quello che devo fare e lo faccio”

Che Antonio Razzi di politica ne capisse ben poco e che fosse un habitué di battute di basso livello, è cosa risaputa. Un personaggio come tanti nel panorama politico nostrano che, però, a differenza di altri, delle sue rinomate sparate boutade ne ha fatto il cavallo di battaglia.

Antonio Razzi

Dopo i suoi celebri viaggi diplomatici in Corea del Nord, dove ha stretto un’amicizia con il leader dittatore Kim Jong Un, da lui descritto come “un moderato” e dopo aver polemizzato contro gli “uomini sessuali” (gli omossessuali, ndr) e caldeggiato a più riprese la legalizzazione della prostituzione, con l’introduzione della figura degli “operatori del sesso”, il senatore di Forza Italia si è lasciato andare a uno show senza rivali ai microfoni de La zanzara.

Antonio Razzi, eletto con l’Italia dei Valori nel 2008 e poi passato al centrodestra alla fine del 2010, è intervenuto alla trasmissione radiofonica in onda su Radio 24, su due temi a lui particolarmente cari: Silvio Berlusconi ed il Senato della Repubblica. E, come è solito fare, ha dato vita all’ennesima uscita sui generis.

Durante l’intervista, dopo aver elogiato il fondatore di Forza Italia (già paragonato in passato a Gesù Cristo), ha parlato del suo rapporto con l’ex Cavaliere, ammettendo: “Io voto come dice Berlusconi. Lui dice quello che devo fare e lo faccio. Sono un fan, un suo dipendente, un fanatico. Schiavo? Sì, anche schiavo. È lui il capo, mi paga e sono al suo guinzaglio”. E confermando, così, l’inutilità della sua presenza in Parlamento.

Dopodiché, Razzi ha espresso il suo punto di vista sulla Riforma del Senato affermando, ironicamente: “Minchia, qua ci starebbe proprio una bella casa chiusa, una casa per appuntamenti fenomenale. Ci sarebbe lavoro per tutti. E visto che si chiama Palazzo Madama, anche il nome. Sicuramente darebbe migliaia di posti di lavoro in questo momento molto delicato”. Per Razzi, infatti, questo aumenterebbe i consumi interni poiché “gli italiani in vacanza vanno all’estero a prostitute e spendono all’estero. È la prima esportazione di valuta”.

Tornando più serio (serio?), Razzi ha contestato l’abolizione del Senato soprattutto perché implica la cancellazione degli assistenti ai parlamentari: “Senza i senatori da eleggere Renzi sta levando mille posti di lavoro a giovani che assistono i senatori. Se se ne vanno i senatori, devono andare via anche loro. Proprio ora che c’è bisogno di posti di lavoro”. Disoccupazione giovanile: primo pensiero del senatore…

M. V.

http://noigiovani.it

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