Angelino Alfano e il ritorno di fiamma con Silvio Berlusconi

Angelino Alfano e il ritorno di fiamma con Silvio Berlusconi

“Il comandante è tornato, tutti ai posti di combattimento”. Elogi e lodi al Cavaliere. Anzi, una vera e propria dichiarazione d’amore quella fatta da Angelino Alfano al grande capo durante la kermesse del Popolo della Libertà.

Angelino-Alfano-Silvio-Berlusconi

Dopo il lungo intervento del Cavaliere, il fidato Angelino, messi da parte i tempi delle primarie prima promesse e poi negate, ha preso parola affermando: “Berlusconi ha dato la possibilità a tanti giovani ministri di servire il Paese, ministri di 34-35 anni, come nel mio caso. È stato un azzardo, l’azzardo di un uomo che ha saputo investire su persone nuove. Tante battaglie, tante sofferenze, potrei raccontarle una a una pur non avendo tenuto un diario. Il filo conduttore è stata la leadership di un uomo che ha saputo tenere unita la squadra, far capire a tutti che c’è qualcosa di più importante del destino individuale, che è il destino di tutti”.

Al teatro Capranica di Roma, Angelino ha dimostrato di essere di nuovo in perfetta sintonia con il Cavaliere: lo venera e lo adora al punto da definire impossibile l’esistenza stessa del partito di cui, in fin dei conti, è segretario, se non ci fosse Lui. E parlando di una possibile coalizione con Mario Monti (il quale dai microfoni di un’emittente radiofonica si è detto pronto a un’alleanza con il Pdl “se mondato ed emendato da Berlusconi”), ha detto: “Se c’è qualcosa di cui l’Italia deve essere mondata ed emendata è Monti e il suo governo tecnico. Senza Berlusconi il Pdl non è”, aggiungendo: “Silvio merita almeno tre premi Oscar”.

Prima delle smisurate lodi, anche Silvio Berlusconi è salito sul palco, dal dove ha mandato un “commosso messaggio di ringraziamento” agli esclusi, “a chi non sarà con noi nelle aule del Parlamento, ma sarà sempre con noi nella battaglia”. “Scriverò personalmente una lettera a tutti loro – ha sottolineato -. Provo nel cuore una gratitudine molto forte. Saranno sempre con noi nella battaglia politica e nella battaglia della vita”.

Poi, abbandonati i toni sdolcinati, si è parlato della campagna elettorale: “Vorrei sapere chi tra di voi pensava due mesi fa che avremmo potuto ancora vincere. E quanti pensano qui, adesso, che possiamo vincere. Ecco, questo è il miracolo che tutti insieme siamo riusciti a fare…”. Il Silvione nazionale ha promesso un nuovo contratto per il futuro: “Lo presenteremo in modo diverso rispetto al passato dicendo ciò che faremo nei primi consigli dei ministri: primo, secondo, terzo. Abbiamo tutte le carte per vincere. Vogliamo essere maggioranza”. E tra una parola e l’altra, anzi tra una promessa e l’altra, non sono mancate le solite battutone da Don Giovanni sulle segretarie: “Alla mia venerabile età sono rimasto un monello, lo so che dovrei eliminare dal mio repertorio queste piacevolezze, ma non ce la faccio…”.

Al termine del suo lungo discorso, però, dopo l’invito di Alfano a restare sul palco per la chiusura della manifestazione, il Cavaliere ha preferito scendere le scale e sedersi in platea, per poi, pochi minuti dopo, rinchiudersi in una stanza nel retro del palco.

“Nessun malore, sto benissimo”, ha detto ai giornalisti e al pubblico presente il sala, preoccupati per l’inspiegabile assenza. Un piccolo giallo ancora non risolto.

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