Adriano Modica La sedia è l’ultimo capitolo della trilogia dei materiali

Adriano Modica La sedia è l’ultimo capitolo della trilogia dei materiali

Uscito il 27 Novembre, “La sedia” è la naturale conclusione della trilogia dei materiali, iniziata nel 2005 con “Annanna” , l’album di stoffa, e continuata nel 2008 da “Il fantasma ha paura”, l’album di pietra.

Dietro la scelta dei materiali si nascondono dei concetti importanti e cosi come “la stoffa” rappresenta la confortevole visione delle cose che si ha da bambini, e “la pietra” il duro incontro con la realtà (assai più terrificante dell’immaginazione) “Il legno” propone di fermarsi, rileggere la storia personale e “Ricordarsi che c’è sempre un’altra possibilità per fare meno schifo”.

Conclusa questa breve ma necessaria introduzione possiamo soffermarci sul disco che, con il primo brano “Alieni”, sembra quasi voler squarciare quella parete illusoria che separa il sogno dalla realtà, in un mondo capovolto in cui le persone osservano da lontano anche la propria esistenza. In “Almeno il cielo è sempre uguale” si susseguono frasi immaginifiche che vanno a pescare nei paesaggi il contatto con una realtà immutabile, non colpevole della passività che portiamo dentro “Il vento sfoglia il giornale al posto mio” “Come son decise le montagne, beate loro[…] almeno dai, il cielo è sempre uguale” e che ne “Il divano” si trasforma in vera e propria apatia.
Ma in un viaggio a ritroso prima o poi si incontrano i ricordi, e sono proprio loro a salvarci.

Il ricordo di quando eravamo noi a conferire magia e bellezza alle cose – “Stelle scalze” e “L’albero delle mollette”- invece di cercarle in esse. Quell’attimo ci può salvare, ma prima di rinascere bisogna andare a dormire “Ninnananna per Lulù”.

Musicalmente il disco scorre e, pur essendo di base cantautorale presenta varie contaminazioni. “Il bastone e la scala” ricorda inizialmente lo stile di un giovane De Andre’ e se ne distacca col suono della Farfisa e di scatole di latta che ricordano degli zoccoli galoppanti, mentre “Il divano” si compone di vari momenti con interventi quasi cabarettistici fino a raggiungere un apice delirante.
In “Che mi dai” la natura intimista del pezzo è sottolineata dal cantato quasi in sottovoce; “c’era una volta a Pietrastorta”, è una piccola perla di circa tre minuti, pervasa di forti atmosfere morriconiane.

Il consiglio finale è certamente di ascoltare il disco e possibilmente anche i due dischi precedenti che compongono la trilogia.
Alcune indicazioni: l’uscita del disco è stata anticipata da “i cinque oggetti che portano alla sedia”, cinque video a cura di Saverio Autellitano che si possono trovare su http://www.adrianomodica.it/index.html

Dal 7 dicembre inizierà il tour in cui sarà accompagnato da Marco Meduri al basso (Jet Lag) e Enzo Rotondaro alla batteria (Ronin).
“Annanna” e “Il fantasma ha paura” si possono ascoltare su http://www.adrianomodica.it/discografia.html
“La sedia” si può ordinare in CD/LP scrivendo a cardioadinamo@gmail.com mentre l’ep “alluminio” che contiene alcuni brani estratti da “la sedia” si può ascoltare su http://www.rockit.it/adrianomodicaelaterzamano/album/alluminio-ep/20958

La tracklist

1) Alieni
2) il bastone e la scala
3) almeno il cielo è sempre uguale
4) alluminio
5) il divano
6) che mi dai
7) stelle scalze
8) c’era una volta a pietra storta
9) l’albero delle mollette
10) ninnananna per Lulù

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Sergio Cipolla

http://noigiovani.it

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